Un continente, uno stand

Ci sono fiere che si misurano soltanto nel numero di lead generati, e fiere che si misurano in storie ascoltate e rapporti creati. Next Africa 2026, andata in scena a Bologna il 16 e 17 settembre, appartiene decisamente alla seconda categoria.

Un’unica lingua, ogni materiale

Due giorni, decine di incontri, un unico filo conduttore: architetti, interior designer e operatori del contract arrivati da tutta l’Africa, ciascuno con un progetto diverso in testa — un hotel, uno showroom nel cuore di una capitale in crescita, una villa privata che deve raccontare chi la abita. Un continente che sta scrivendo capitoli nuovi nell’ospitalità e nel retail, spesso con una velocità che in Europa fatichiamo a immaginare.

A tutti abbiamo raccontato la stessa cosa, con parole diverse ogni volta: chi siamo, cosa sappiamo fare, e perché lo facciamo in un certo modo.

Giromari ha radici nell’artigianato ed è cresciuta fino a diventare industria, senza perdere per strada l’idea che ha tenuto insieme tutto il percorso: ogni materiale si può lavorare, ogni arredo si può disegnare su misura, e ogni spazio – che sia un negozio, un hotel o una residenza privata – funziona meglio quando ciascun suo elemento parla la stessa lingua, dall’architettura fino all’ultimo dettaglio.

È un principio semplice da enunciare e complicato da mantenere quando cambiano contesto, clima, normative, gusto. Per questo, più che parlarne, abbiamo preferito farlo toccare con mano: legno, metallo, resine, finiture, passati di mano in mano allo stand, e le lavorazioni sorprendenti che hanno conquistato i buyers africani conosciuti duranti l’evento.

Il Daxì e i Big Five

Tra i protagonisti dello stand c’era il Daxì, il nostro banco su ruote completamente personalizzabile, sia nell’allestimento che nell’estetica. Pensato per adattarsi a spazi, ambienti e contesti diversi: una cocktail station, una cucina mobile, una postazione dj, un banco sushi, una gelateria o un semplice desk reception.

Non ci aspettavamo che diventasse, la soluzione ideale per i grandi parchi naturali africani. Ma il ragionamento, raccontato da chi quei parchi li vive ogni giorno, filava perfetto: quando i vicini di casa di sono leoni, elefanti, bufali, leopardi e rinoceronti, costruire un punto bar fisso all’aperto, un angolo ristoro è un’impresa che richiede più coraggio di quanto un progettista europeo sia abituato a mettere in conto. Un modulo che si sposta, si richiude, si adatta – e all’occorrenza si porta via prima che arrivi l’ora di cena per qualcun altro – diventa improvvisamente una specifica tecnica seria.

La resistenza ai Big Five non è ancora nella brochure del nostro prodotto. Forse dovrebbe!

Cerca di essere unico

Raffaele Bastianoni, che a Giromari ha messo la sua firma fin dall’inizio, ripete spesso una frase che a Next Africa abbiamo sentito risuonare più del solito: non cercare di essere il migliore, cerca di essere unico. A Bologna ci siamo confrontati con progetti e culture del progetto molto diversi dai nostri riferimenti abituali e proprio per questo, con relazioni che meritano di essere coltivati oltre i due giorni di fiera.

Il viaggio, quello vero, comincia adesso.


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